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Il dono della Civilizzazione Vedica al mondo
La conoscenza spirituale contenuta nei Veda non pone limiti di credo religioso,
di casta o provenienza sociale, né di nazionalità o razza. Essa è rivolta esclusivamente alla pura
particella spirituale presente in ogni essere. Il termine Veda letteralmente significa "conoscenza",
ossia la conclusione finale relativa a tutti gli argomenti, sia ordinari che straordinari, riguardanti
il mondo trascendentale e questo mondo.
I Veda sono stati scritti migliaia di anni fa dai saggi realizzati, i cui cuori erano colmi di affetto
per le anime sofferenti di questo mondo. Essi furono benedetti dalla pura comprensione della
Verità Suprema e dal supremo scopo della vita.
Secondo i Veda l'amore per Dio è il supremo scopo della vita umana. Tutte le Scritture Vediche in realtà
puntano allo stesso obiettivo, cioè far comprendere all'Uomo la propria vera natura, quella di essere un'anima spirituale,
e di far sviluppare all'anima un sentimento di puro amore per Dio. Per tutte le anime c'è desiderio di felicità,
amore ed affetto, questo aspetto accomuna in varia misura ogni entità vivente. Eppure nel mondo materiale tutti lottano con grossi problemi,
tra cui i più rilevanti sono certamente nascita, morte, malattia e vecchiaia. Nessuno vuole ammalarsi, invecchiare e morire, ma dal momento che si affronta la nascita
verranno anche tutti gli altri problemi. La morte arriverà, prima o poi, che lo si voglia o meno; così è per la vecchiaia ed anche per la malattia.
Le invenzioni e lo sviluppo della scienza e della tecnologia hanno avvicinato le diverse culture
del pianeta; molti di noi al giorno d'oggi hanno un' automobile, un telefonino, un televisore e tanti altri mezzi tecnologici.
Nonostante tutto l'amore e la felicità stanno scomparendo dal cuore degli uomini, e la scienza non può risolvere i problemi cruciali dell'umanità come la malattia, la vecchiaia e la morte.
Al momento della morte, la scienza potrà fare ben poco. Al massimo si potrà ritardare di qualche giorno o qualche anno, ma prima o poi la morte verrà a prenderci.
Così è anche per le malattie, in passato si moriva per malattie che ora ci fanno sorridere, e le malattie di oggi faranno sorridere i nostri figli ed i figli dei nostri figli:
eppure sempre nuove malattie verranno, e la cosiddetta Scienza non potrà mai fermare questo processo.
Cosa vediamo tutt'intorno a noi, nella vita di tutti i giorni? Le persone sono infelici e vivono pesanti conflitti sia con se stesse che con gli altri,
combattono fra loro e desiderano controllare il prossimo. C'è bisogno d'amore, ma ben pochi sanno cosa è il vero amore altrimenti non ci sarebbe tanta infelicità.
In realtà la felicità dipende dall'amore, non può esistere felicità senza questo sentimento che sta alla base della vita.
Leggiamo in proposito le parole di un grande saggio e maestro spirituale dell'antica sapienza vedica,
Srila Bhaktivedanta Swami Prabhupada:
"Essere predisposti ad amare qualcuno è un principio che sta alla base di tutte le condizioni di vita.
Nessuno può vivere senza amare. Questa predisposizione è insita in ogni entità vivente,
e persino animali come le tigri sono predisposte ad amare seppur a volte in uno stato latente.
Questa caratteristica è sicuramente presente negli esseri umani. Tuttavia ciò che sfugge è sapere
dove riporre il nostro amore in modo che tutti possano essere felici. Generalmente oggigiorno
la società umana insegna ad amare la propria nazione, la propria famiglia o noi stessi,
ma non ci vengono date informazioni sul dove riporre la nostra naturale predisposizione ad amare
per far sì che tutti possano essere felici.
"Un bambino inizialmente ama i suoi genitori, poi i suoi fratelli e sorelle e quando cresce inizia
ad amare la sua famiglia, la società, la sua comunità, la nazione e persino ad amare tutta l'umanità.
Questa predisposizione ad amare però non è mai completamente soddisfatta, neppure amando l'intera
umanità; essa rimarrà imperfetta finché non si conoscerà l'identità dell'Amato Supremo.
La nostra predisposizione ad amare si espande come il vibrare della luce o come l'aria:
non se ne conosce la fine.
"Se noi impariamo ad amare Dio, sarà semplice amare immediatamente
e simultaneamente ogni entità vivente. E' come dare dell'acqua alle radici dell'albero o cibo allo stomaco.
Il metodo di innaffiare l'albero alle radici e prendere nutrimento dallo stomaco è accettato universalmente dal punto di vista
scientifico ma è anche qualcosa di pratico perché tutti noi lo abbiamo sperimentato.
"Tutti sanno che quando noi mangiamo qualcosa, o in altre parole quando apportiamo cibo allo stomaco,
l'energia che ne deriva viene immediatamente distribuita in tutto il corpo. Similmente, quando versiamo
dell'acqua alle radici dell'albero, l'energia che scaturisce viene immediatamente distribuita in tutto
l'albero, anche se di grandi dimensioni. Non è possibile annaffiare ogni singola parte dell'albero, così
come non si possono nutrire separatamente le varie parti del corpo".
Dalle parole di Srila Prabhupada si evince il fine dell'intera conoscenza vedica:
l'unico modo per amare realmente noi stessi e tutte le entità viventi è cercare di sviluppare un autentico sentimento d'amore per Dio.
Questo mondo è basato sullo sfruttamento del prossimo, qui non è possibile vivere senza sfruttare in un modo o nell'altro altre
entità viventi. Vita materiale è sinonimo di sfruttamento del prossimo. In questo piano di esistenza
servire è generalmente associato ad una condizione indesiderabile, ma la pratica del servizio di devozione o bhakti-yoga
libera le potenzialità dell'anima e dona la vera felicità.
Le Scritture Vediche ci rivelano che esiste un luogo ove l'essere controllati significa provare amore ed affetto, provando autentica gioia.
Tutte le anime, per propria posizione costituzionale sono servitrici del Signore.
Le sofferenze della vita materiale hanno avuto inizio proprio quando abbiamo rinnegato la nostra vera natura,
dimenticandoci la nostra vera identità ed il rapporto che ci unisce eternamente a Dio.
Solo servendo Dio sarà possibile riscoprire questa gioia. Allora potremo riscoprire la nostra natura autentica,
capire il profondo significato dell'amore puro, senza tracce di egoismo, ed il valore del nostro eterno rapporto con Dio, la Persona Suprema.
Questo è lo scopo supremo della vita. |

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